Mazzette per entrare nei Servizi: il consigliere della Casellati finisce nei guai.

CRONACA

Un maresciallo accusa il tenente colonnello Di Tursi. Inchiesta penale prescritta, prosegue il processo civile

Prima un’inchiesta penale, finita con l’archiviazione essendo scattata la prescrizione sulle ipotesi di reato contestate, e ora una causa civile in corso davanti al Tribunale di Roma. Al centro della vicenda una mazzetta che un maresciallo dell’Aeronautica sostiene aver versato al tenente colonnello  Patrizio Di Tursi , 47 anni, romano, esponente di Forza Italia e attualmente consigliere della presidente del Senato,  Maria Elisabetta Alberti Casellati .

IL CASO. In una denuncia presentata alla Procura di Lecce e poi finita per competenza a piazzale Clodio, il sottufficiale pugliese dell’Arma Azzurra ha sostenuto che, aspirando ad entrare nei servizi segreti, dopo aver provato a contattare un paio di politici di sua conoscenza per chiedere come poter fare, aveva ricevuto una telefonata da Di Tursi, col quale si era poi incontrato più volte a Roma. Il maresciallo ha quindi specificato che l’esponente di FI gli avrebbe assicurato il suo interessamento, sostenendo però che occorreva del denaro perché “nessuno doveva restare scontento”.

Rientrato da una missione in Kosovo, il militare era stato convocato per una selezione dal Raggruppamento Unità Difesa, ma poi non aveva più avuto notizie nonostante, ha assicurato sempre nella denuncia, avesse su indicazione di Di Tursi acquistato e consegnato a quest’ultimo un servizio da tè in argento del valore di 1.400 euro e avesse fatto sempre a quest’ultimo un bonifico presso l’agenzia Bnl del Senato di 11.500 euro. Il sottufficiale ha infine assicurato di aver atteso a lungo, temendo ritorsioni, di aver ottenuto dal tenente colonnello la restituzione solo di 800 euro e di essersi alla fine così deciso a presentare una denuncia, considerando anche che gli 11.500 euro erano il denaro frutto della fatica nei Balcani. Il sostituto procuratore  Mario Dovinola  ha però chiesto e ottenuto dal gip  Gaspare Sturzo  l’archiviazione, precisando che il reato ipotizzato era ormai prescritto. Inutile l’opposizione e il ricorso in Cassazione del maresciallo.

A quel punto il sottufficiale ha avviato una causa civile contro Di Tursi, in corso davanti al Tribunale di Roma, in cui il tenente colonnello nega la ricostruzione dei fatti compiuta dal militare dell’Aeronautica. Di Tursi è stato scelto dalla presidente Casellati come consigliere per le problematiche di sicurezza e delle forze armate e civili del Paese. Una nomina, ha dichiarato di recente il capo di gabinetto  Nitto Palma , che si correla al rispetto che il presidente del Senato ha verso i cittadini, sempre più spesso vittime di azioni delittuose, e alle Forze militari e civili del nostro Paese che, quotidianamente, rischiano la loro incolumità nelle missioni di pace ovvero a difesa della cittadinanza. Nel curriculum vitae, il tenente colonnello precisa di avere una formazione salesiana, tra i diversi incarichi che ha ricoperto c’è stato quello presso il Cocer, presso la segreteria del sottosegretario alla Difesa in due legislature, nelle Commissioni Difesa ed Affari Esteri del Senato, di Capo Ufficio del Protocollo e di Capo Ufficio Cerimoniale del Ministro della Giustizia, e gli incarichi nel Municipio II eletto con Forza Italia. Si definisce “da sempre vicino alle problematiche del sociale, vicino a chi soffre e in particolare all’istituzione a livello municipale della Consulta permanente portatori di handicap”. Nel 2015, nell’inchiesta sugli affari del ras dei rifiuti  Manlio Cerroni,  spuntò fuori il nome del tenente colonnello per il business che lo stesso Cerroni intendeva avviare in Russia.

La replica del legale del tenente colonnello Di Tursi

Nell’interesse del Dott. Patrizio Di Tursi, che me ne ha conferito mandato, comunico quanto segue. In data odierna (giovedì 23 luglio,  ndr ) sulla Vostra testata è stato pubblicato un articolo, a firma del Dott. Clemente Pistilli, nel quale si afferma che a carico del Dott. Di Tursi, di cui viene anche riprodotta una foto, sarebbe stato archiviato un procedimento penale pendente presso il Tribunale Penale di Roma avviato a seguito della denuncia di un maresciallo dell’Aereonatica per una presunta “mazzetta” che lo stesso avrebbe versato al Dott. Di Tursi. Tali affermazioni sono prive di fondamento e sono state riportate senza una preventiva verifica della loro fondatezza. Il mio assistito, che da oltre 25 anni appartiene alle Forze Armate con pieno merito ed onore, non è mai stato denunciato e non è mai stato sottoposto ad alcuna indagine penale né mai sono stati avviati dei procedimenti penali a suo carico. Vi invito, ai sensi e per gli effetti dell’art. 8 L. 08.02.1948 n. 47, a voler rettificare immediatamente, ed in tutte le edizioni, quanto pubblicato in data odierna dando evidenza che il Dott. Di Tursi non è mai stato sottoposto a procedimento penale; riservandomi in difetto di agire nelle competenti sedi giudiziarie.

Inserisci il tuo commento